Ëdcò j’angej a bèivo barbera

Tre atti di Amendola, Barbero e Corbucci

 

TRAMA

L’antica rivalità tra gli abitanti di San Grato e San Biagio, viene inasprita da un’accesa diatriba tra Conte e Sindaco, dovuta al progetto per la costruzione di una nuova strada, che dovrebbe passare proprio dove sorge il castello dei nobili Savio. La questione non sembra facilmente risolvibile, ma questa volta l'aiuto arriva direttamente dal Cielo: un allegro fantasma è in cerca di una buona azione che gli valga la promozione alla categoria superiore, proprio come un vero Angelo Custode, e si materializza per mettere a posto ogni cosa. E’ lo spirito di Cosimo, capostipite della stirpe dei Conti Savio, tornato sulla Terra con una poco angelica ed incontrollabile passione per il gustoso prodotto dei vigneti piemontesi, che condurrà la vicenda all'ormai insperato lieto fine.

 

COMMENTI

L’anno successivo ai festeggiamenti del 25° anniversario di fondazione della compagnia, abbandoniamo i voli pindarici lirico-operettistici e ci rituffiamo nella solita, sana prosa popolare.

Dal punto di vista scenico, buttiamo via le scene in polistirolo utilizzate fino a questo momento e ci attrezziamo con delle “vere” scene in legno, robuste e solide.

La commedia esige poi una serie di piccoli trucchi scenici per eseguire le “magie” di Cosimo.